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il distributore automatico di poesia inedita
Aguzzo di vitree spirali il sorriso
di Carmelo Andrea Greco
Aguzzo di vitree spirali il sorriso,
mentre, costruito il proscenio,
fissate le travi, si sedette in basso
lì, sul legno arrugginito
Pronto a cedere per dispetto
Al peso del suo mal contenuto dolore.
Da un applauso aritmico fu accolta
La maschera narratrice.
Segnati in aria i confini
Troppo brevi -pensò lo spettatore-
L'apparenza interpretata sciolse in lacrime Il suo copione.
Monotono in fondo il recitativo
Passi tronfi da crociato..pochi..
Dopo.. istantanei crolli..
Questi si..e ben descritti.
Altra maschera, nuovo pianto,
invadente malattia che accorcia
i pur poco distesi confini.
Cosa fa? Cosa dice?
-lo spettatore trasale-
Fermate questo dramma!!
Due maschere si avvinghiano..
Si amano? Si uccidono?
Langue indecisa la differenza..
Violino in sottofondo&sorrisi..
Ecco..la turba si acquieta
Forse sereno il volto..
Finalmente!
Viaggio..tristezza..
Gli manchi..maschera malata..
Ritorno..si allineano i corpi
Per poi in subitanei scatti raggiungere
Orgasmi..le aperture si chiudono
A dire il vero..imbarazzo..
-si volta con pudore chi assiste-
Sbircia a tratti..
Non era una mano che accarezzava?
Ora è una lama..
Fermatela!! Basta!!
Non sangue da scena
brilla contrastando le luci del palco;
È plasma..se ne sente pure l'odore&
Vi prego! Lo sta sfigurando..è pazza..pazza
(sibilo..)
Toglietevi le maschere..su!
Pianto?
Sotto la cera pianto?
Anche chi è morto piange?
Chiudete il sipario..che soldi spesi male
Dai denti vitrei sibila un annoiato sbuffo
Non muore mai chi dovrebbe
-lo spettatore prende il canovaccio-
Riscriviamo tutto
E le maschere signore, le maschere?
Non è carnevale..bruciatele..
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