poet'o'matic
il distributore automatico di poesia inedita
-(s'incantano i dischi)-
di Daniele De Angelis
-(s’incantano i dischi)-
che con una tanto tanto malinconica espressione che...
che con una tanto tanto malinconica espressione che
che s’attraversa la slavata città e si scivola sull’umido acciaio che...
che s’attraversa la slavata città e si scivola sull’umido acciaio che
che s’avvicina l’inverno con i suoi frutti gonfi cappotti e
e s’ammucchia la nebbia nelle vie squillo di telefonini vociare e...
e s’ammucchia la nebbia nelle vie squillo di telefonini vociare e
e ci s’affoga nel vapore delle bocche con le facce bianche e rosse e...
e ci s’affoga nel vapore delle bocche con le facce bianche e rosse e
e giunge l’ora di rincasare di cenare di riposare
(da un’incompresa fatica
che è dalla mente
ad ogni arto
discesa) così
così m’appresto e m’affretto ma tutto slitta e rischio così...
così m’appresto e m’affretto ma tutto slitta e rischio così
così arrivo e salgo e il bus è caldo e penso e leggo mentre torno ma
ma mamma aiuto! ho forse sbagliato è strana la strada mi perdo ma...
ma mamma aiuto! ho forse sbagliato è strana la strada mi perdo ma
ma ma che che così così e e
e scrivo una doppia poesia
che sia
e segno e forma e suono
di questo trascorrere
che trascolora
in un inverno
che s’è appena mostrato
e già m’allontana.
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