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ALLA EROSA DEA
di Vincenzo Pellegrini

Quale scorno per noi poeti
esser delusi da ignoranti
credutisi sono, eruditi del sapere
e a noi sta morirne di dolore.

Io poeta non maledetto
e non benedetto, ma ....
eluso dal popolo,
gretto popolo per fortuna.

Amabile donna, addio
fa di me, le celebrali celle;
non che dammi la gioia
che la sola pazzia può dare.
Ma forse non è realtà?
Noi, poveri, negletti e tedi poeti.

Ma chi sei tu con questa tracotanza
che uccidi le mie illusioni.
Oh! Bel popolano rozzo della vita
io vorrei ucciderti, ma,
sapendoti già morto, ti risparmio
alla erosa dea che ti contorce.

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